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Le regole del Gioco

Il gioco

Il gioco è un mezzo di comunicazione potentissimo, a tutte le età, qualsiasi esso sia e, soprattutto, non è solo una “cosa da bambini”

Per i bambini è una modalità relazionale quotidiana, e contemporaneamente è momento “eccezionale”, molto intenso. I bambini lo vivono comunque fondamentalmente, con gradi diversi a seconda delle età, come momento personale, in maniera egocentrica: l’attenzione è quasi sempre su di sé.

Per gli adulti è una modalità meno quotidiana, ma non per questo meno importante. Anzi, proprio perché “è un gioco” l’adulto abbandona molte barriere sociali quando gioca, e mette in gioco molto di sé, del suo vero sé: molti valori e atteggiamenti diversissimi da quelli dei bambini. C’è attenzione all’altro, entrano in gioco dinamiche affettive; il concetto di gruppo è molto più presente, o se non altro si è più consci della sua presenza.

In tutti i casi il gioco, per chi lo fa e per chi lo conduce, è portatore di atteggiamenti, di stimoli, di affettività; è sempre una cosa molto, molto seria.

Il gioco può essere vissuto in maniera molto diversa da persone diverse, può essere piegato a qualsiasi interpretazione, può essere accompagnato da tutte le storie.

Suggerimenti per gli animatori

Il gioco è un potente mezzo di educazione, attraverso il quale l’educatore è in grado di trasmettere valori in maniera immediata: oltre a divertire, attraverso il gioco si può stimolare la coesione di un gruppo e favorirne la cooperazione e l’inclusione, si può parlare di pace e di diritti, si possono risolvere conflitti.

Altrettanto pero può essere pericoloso se utilizzato da chi non ne conosce gli effetti: proporre un gioco inadatto al momento o all’ età dei giocatori può portare a risultati opposti a quelli che ci si era prefissi.

Per questo ci sentiamo di dare alcuni suggerimenti che provengono dalla nostra esperienza:

Contestualizzate il gioco. Dare un’ambientazione, cioè raccontare una storia che introduca e accompagni il gioco, lo rende molto più affascinante. Se poi la storia lega diversi giochi si può creare un’animazione tante volte più significativa dei giochi stessi.

Il gioco è bello finché è corto. Dovete sapere che il divertimento aumenta fino a un massimo e poi cala rapidamente. Evitate accuratamente che il gioco entri nella “fase di stanca”: smettete prima e cambiate gioco.

Tenete presente la natura e l’età dei bambini e dei ragazzi a cui proponete i giochi e le parole che usate per spiegarli. Dovete essere affascinanti nel raccontare la storia e molto chiari a spiegare meccanismi e regole, ma non metterci troppo: se la spiegazione è lunga o confusa l’attenzione cala. Chi non presenta il gioco deve catalizzare l’attenzione dei  bambini nei confronti del conduttore; non contradditevi mai tra voi!

I giochi che comportano contatto fisico vengono tenuti in diversa considerazione a seconda del momento e soprattutto dell’età, specie quando comportano contatto tra persone di sessi diversi. In questi casi hanno a seconda delle età valenze diverse e a volte opposte, quando si basano sulla sessualità.

Ricordate che il rapporto con la sessualità e con il proprio corpo varia da persona a persona, e può capitare che alcuni giochi generino eccessivo imbarazzo. Dovete essere in grado di capire quando cambiare le regole o interrompere il gioco, sdrammatizzando senza banalizzare o ridicolizzare.

Tenete conto degli effetti del gioco che proponete: i giochi competitivi possono essere molto divertenti, ma tendono a stimolare aggressività, contrapposizioni e comportamenti esclusivi; se in una festa proponeste troppi giochi di questo tipo, magari senza modificare le squadre a ogni gioco, potreste avere problemi. Privilegiate giochi di cooperazione.

Alcuni giochi sono più frenetici, altri più calmi; ricordate di dosarli in modo da non accoppare nessuno… Se siete a una festa potete partire dai più calmi, come i giochi di conoscenza, per finire in crescendo. Se però è una festa serale al termine della quale dovete mettere i bambini a letto fate il contrario, o passerete la notte a fare “Sssssstt!!!”.

Taglio del 30% del Fondo Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza

La Legge di stabilità proposta dal Governo e all’esame del Parlamento propone di tagliare di quasi il 30% il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza: da 40 a 28 milioni destinati alle 15 maggiori città italiane, secondo la legge n. 285 del 1997.

Questo avviene dopo che tale Fondo aveva “perso” all’inizio del duemila il suo 70% dedicato alle Regioni; tale 70%, per l’applicazione della Legge Quadro sui Servizi Sociali, è rientrato nel Fondo Sociale Nazionale, fondo poi a sua volta praticamente cancellato.

E’ rimasto quindi il Fondo per le 15 “grandi città” che NON E’ MAI stato aggiornato dal 1998, anzi è stato tagliato via via: nel 2007 era di circa 44 milioni, per scendere sotto tale cifra nel 2008 e nel 2009. Tagliato a 40 Milioni nel 2011 e nel 2012, il Governo prevedeva di portarlo nel triennio 2013/2015 a 38 milioni. Ora la Legge di Stabilità propone 28 Milioni! Un taglio del 36% in cinque anni; di quasi il 30% rispetto all’anno scorso!

Il Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza, è bene ricordarlo, finanzia iniziative diffuse delle città: dai centri di aggregazione all’educativa di strada per adolescenti; dai servizi educativi sperimentali per i bambini 0/6 anni alle attività di conciliazione dei tempi di vita e lavoro; dalle attività estive per i bambini e i ragazzi alla tutela e promozione dei diritti dei più piccoli.

Sono attività e servizi consolidati nelle città, risorsa imporante per le famiglie e i bambini: molti di loro ora dovranno chiudere!

La Legge di Stabilità prende questi pochi milioni, così importanti per le famiglie, per finanziare i progetti di contrasto alla violenza contro le donne, a seguito della Legge del 2013, proponendo una inaccettabile “guerra fra poveri”.

Chiediamo con forza che il Fondo Infanzia e Adolescenza venga ripristinato per il suo ammontare di 40 Milioni e che ciò non intacchi il fondo previsto per le pari opportunità; chiediamo che cessi questo comportamento inaccettabile di governi e leggi che, evidentemente ignari dell’importanza su tutto il territorio nazionale di queste iniziative a favore specialmente dei più deboli e poveri, sottrae anno dopo anno fondi per i bambini e i ragazzi; chiediamo infine che dopo la Legge di Stabilità si avvii un processo affinché il Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza torni ad essere valido per tutto il territorio italiano, senza tagli alle risorse previste per le 15 città attualmente destinatarie e prevedendone di aggiuntive per le Regioni, come previsto inizialmente dalla Legge 285/97!

D’ora in poi denunceremo pubblicamente le scelte dei politici e dei partiti che permetteranno questo ulteriore taglio ai diritti dei più deboli cittadini e di coloro che, per età, non possono votare!

Se, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio, è necessario dire con onestà dei “SI” e dei “NO”, noi chiediamo di dire “SI” ai bambini e ai ragazzi.

la castagnata del 26 ottobre

Raccogliamo giocattoli da distribuire

Abbiamo pensato di cominciare a raccogliere giocattoli per tutti i bambini e i ragazzi, dal pelouches alla bambola, dai giochi in scatola a quelli elettronici.

Li raccogliamo per distribuirli poi, in occasione delle feste delle bambine e dei bambini, da Santa Lucia alla Befana, affinché tutti i bambini possano vivere la sorpresa di alzarsi al mattino e trovare giochi per loro. Ogni gioco che le bambine e i bambini troveranno al risveglio sarà la prova che i bambini sono in cima ai nostri pensieri, che sono importanti per noi...

La distribuzione dei giochi e dei giocattoli prevede una piccolissima quota per poter finanziare, in questo modo, le attività della ludoteca.

Ad ogni apertura della ludoteca raccoglieremo giochi, giocattoli e anche tutto ciò che può diventare un regalo nelle giornate dedicate ai bambini.

La raccolta sarà effettuata fino al 30 Novembre, così da distribuire i giochi raccolti il fine settimana successivo (venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 dicembre) in occasione di Santa Lucia. Anche la settimana prima delle feste di Natale, se tutto va bene, attiveremo dei momenti di distribuzione dei giochi e dei giocattoli.

Se volete aiutarci in tutto questo siete i benvenuti: ogni gioco e ogni giocattolo sarà controllato in modo da essere certi che sia completo e adatto alle bambine e ai bambini. Vi aspettiamo.

pace in Siria

Da quando in Siria è scoppiata la rivolta contro il regime di Assad sono morte oltre 100.000 persone, e più di 2 milioni sono i profughi che hanno abbandonato le loro case. Nell’ultimo e più sanguinario episodio del 21 agosto, alle porte di Damasco, l’esercito ha usato i gas nervini sulla popolazione facendo 1429 morti, di cui 426 bambini.

È indispensabile che il mondo si mobiliti per fermare questo orrore, eppure le reazioni dei potenti della terra oscillano tra chi, come Putin, minimizza i fatti e chi, come Obama, è deciso a risolvere la questione bombardando la Siria.

Nonostante il Nobel per la Pace il Presidente americano mantiene la consuetudine dei suoi predecessori di difendere la pace facendo la guerra: in Afghanistan, in Iraq, in Libia, solo per restare al passato recente, li abbiamo visti sganciare bombe per difendere il mondo dai “profeti del terrore”, da Bin Laden a Saddam a Gheddafi; ora tocca a Assad…

Basterebbe vedere le sofferenze che ancora sta subendo  la popolazione di quei paesi per capire che la guerra non risolve i conflitti, ma li amplifica e ne aggiunge altri; che le bombe cadono non solo sui carri armati ma anche su case e ospedali e che il prezzo maggiore è sempre pagato dai più deboli.

Se credessimo davvero che le guerre vengono fatte per difendere la gente ci basterebbe questo per comprenderne l’assurdità.

Ma alla fine sappiamo bene come funziona…  Casualmente sotto ogni bambino “salvato” a suon di bombe c’è sempre un mare di petrolio, o interessi enormi da difendere. Un solo missile costa 1,5 milioni di dollari, e se ne sparano a centinaia; pensiamo davvero che una nazione spenda miliardi solo per qualche pastore di un paese che a malapena sa trovare sul mappamondo?

L’unico protagonista in una guerra è il denaro e l’unico scopo è ricavarne il massimo; i morti diventano un inconveniente.

Per questo ci uniamo a quanti, dall’ARCI al Papa, chiedono una soluzione pacifica del conflitto attraverso il negoziato e il coinvolgimento della comunità internazionale , che deve usare ogni strumento in suo possesso per fermare il regime dittatoriale di Assad e per restituire la parola a coloro, donne, giovani e democratici, che avevano iniziato la rivolta popolare nonviolenta travolta dalla repressione prima e dalla guerra poi.

 

Chi ha paura del ministro Kyenge?

Una delle (poche…) cose veramente positive che abbiamo notato in questo governo anomalo è stata la scelta di Cecile Kyenge come Ministro per l’integrazione.

Prima ancora che si potesse distinguere per la validità dei suoi argomenti, la Ministra si è fatta conoscere per gli attacchi di cui è stata oggetto da vari esponenti politici, molti dei quali di una bassezza culturale disarmante.

Diciamocelo, paragonare i visi umani a volti di animali è una cosa che facciamo in tanti, e vedere il viso di Calderoli rende il meccanismo abbastanza automatico, ma un ex ministro che lo fa in pubblico nei riguardi di una signora …

E i casi si susseguono quasi quotidianamente, con esponenti politici che invitano allo stupro, espongono manichini insanguinati o lanciano offese per ogni straniero che commette reati.

Come mai, ci siamo chiesti, il Ministro Kyenge da così fastidio?

Il fatto è che, per loro, il ministro Kyenge è quanto di peggio poteva capitare.

Vedete, per alcuni politici la paura è uno strumento molto potente: se insinui nella gente la paura del diverso, dello straniero che è sempre criminale ignorante e sporcaccione puoi ergerti a difensore della nostra cultura, dei nostri figli, dei nostri soldi, e avere facile consenso. Trovarsi di fronte a questa rassicurante dottoressa  africana mite e educata, che parla italiano meglio di loro e che non scende al loro livello di volgarità è oggettivamente disarmante e li lascia senza molti dei loro argomenti.

Resista, Ministro, e ci lasci il gusto sadico di vedere quanto questa gente si infuria ogni volta che la sente parlare di uguaglianza, di diritti, di Ius Soli. La strada è ancora lunga e gli ostacoli tanti, ma i segnali di cambiamento si vedono anche dalle piccole cose: da quei bambini che crescono e giocano insieme, indifferentemente figli di italiani indiani cinesi e africani, che ci dicono quanto poco vedono nei loro amici uno straniero.

Ci vuole solo tempo…

Cancellata la distinzione tra figli naturali e illegittimi

Finalmente scompaiono le antipatiche distinzioni tra tipi di figli: dai nostri codici legislativi, infatti, scompare con il decreto approvato oggi ogni distinguo tra un figlio nati all'interno del matrimonio, fuori dal matrimonio, oppure adottato e rimane soltanto un'unica parola: figlio. Con i diritti uguali per tutti, per qualsiasi aspetto dell'esistenza. Una rivoluzione, visto che oggi in Italia un bambino su quattro è nato fuori dal matrimonio. Questa legge, già approvata dai due rami del Parlamento alla fine dello scorso anno, avrà adesso il via libera del governo, al quale spettava il compito di dare attuazione a questa legge delega per la parificazione giuridica dei figli.


PUNTI SALIENTI - Uno dei punti salienti di questa parificazione è senza dubbio quello che riguarda l'asse ereditario. Da ora in avanti i figli nati fuori dal matrimonio, così come quelli adottati, avranno gli stessi identici diritti dei figli che un tempo venivano definiti legittimi. Ecco quindi che gli effetti successori dei figli di qualsiasi genere varranno nei confronti di tutti i parenti e non soltanto dei genitori. Nella nuova normativa è prevista anche la sostituzione della nozione di «potestà genitoriale» con quella di «responsabilità genitoriale», oltre alla modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato, in attuazione del principio di parità tra figli legittimi e naturali.

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Former New England and Houston defensive tackle Vince Wilfork announced his retirement from the NFL in a barbecue commercial on Monday, a fitting farewell for a big guy who loved to eat.Vince Wilfork Jersey

Wilfork tweeted a video showing him un-taping his ankles, hanging up his cleats and grabbing grilling tongs. The video then shows the 35-year-old defender dancing,J.J. Watt Jersey cooking ribs and smoking a cigar while wearing his trademark overalls.

“No more cleats,” he says.DeAndre Hopkins Jersey “I’m moving on to smoke meats, fellas. Peace out. I’m outta here. Later.”

The video ends by noting that “Vince’s Farewell Tailgate” will take place Sept.Brian Cushing Jersey 7 in New England. The defending Super Bowl champions open the season that Thursday night against Kansas City.

Wilfork played 13 NFL seasons, including the last two in Houston. He said earlier this summer he was contemplating retirement after the Texans declined to offer him a new contract.

Wilfork was drafted by New England in 2004 and anchored the Pats’ defense line for 11 seasons. He was named to five Pro Bowls and helped the Patriots win two Super Bowls.