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"Permette Santità?" La risposta di Arciragazzi

Avevamo molte aspettative riguardo al messaggio del Pontefice alla Giornata della Pace: in un mondo dove la pace è sempre più un miraggio e dove l’odio non ritiene più sacro e inviolabile neanche i bambini speravamo che la forza delle sue parole fosse di conforto e ispirazione per tutte le persone che operano ed educano alla pace e alla tolleranza.

Il momento più forte Papa Ratzinger l’ha però riservato a quella che a Suo parere è l’offesa maggiore contro la persona umana e una ferita grave alla giustizia e alla pace: il matrimonio tra persone dello stesso sesso, per poi scagliarsi con eguale energia contro aborto ed eutanasia.

Certo, essendo l’articolo di giornale che illustrava l’intervento del Santo Padre dietro a una strage di bambini, ad un elenco di ruberie e soprusi dei politici e a tutte le difficoltà che la crisi riserva alle famiglie, ci immaginavamo una scala di priorità diversa, ma ci è doveroso esaminare le Sue parole con grande attenzione.

Un’associazione laica come AR, per la sua storia e per la sua filosofia, ha solitamente sui temi etici una posizione non massimalista, che tende a porre l’accento sulla sostanza piuttosto che sulla forma. Per noi la famiglia non è solo la definizione di Wikipedia sull’elenco di parenti e congiunti. E’ un luogo del cuore: quello che ogni persona si costruisce con le persone che sono importanti per lei; persone che sono lì perché ti scelgono, perché sei importante per loro. E’quel luogo dove vuoi correre quando sei felice e ancor più quando non lo sei, che ti protegge e che proteggi. E’ un legame unico e fortissimo, è amore. Quando una persona è capace di amare che riservi il suo amore a persone del suo sesso o dell’altro è per noi assolutamente indifferente…

Quello che ci addolora di più nel leggere il Suo messaggio, Santità, è l’assoluta assenza della parola amore, e della Sua felicità alla vista di due persone che decidono di amarsi e rispettarsi fin che morte non li separi.

Non avvertiamo il Suo dolore per la sofferenza che sta dietro ad un aborto o a un caso di eutanasia.

Di fronte ai sentimenti di queste persone, spesso oggetto di intolleranza e violenza purtroppo alimentata anche da chi, come Lei, non la condanna, prima ancora di esprimere vicinanza o contrarietà proviamo rispetto.

Ed al rispetto educhiamo, convinti che sia la miglior via alla giustizia, alla pace e alla verità dell’uomo.

Cena Tutti a scuola

Il Congresso di Arciragazzi

Il 17 Novembre si è svolto il Congresso di Arciragazzi Brescia, che si conclude lunedì 26 con la riunione del Consiglio Direttivo per l’elezione di Giulio Alfieri a Presidente dell’associazione. Nota significativa è stata l’entrata nel gruppo dirigente dei giovani che, fatto il percorso come ragazzi a vacanze e scambi internazionali, passano ora a un ruolo organizzativo, portando idee e energie nuove. Doveroso ringraziare, al termine dell’esperienza come Presidente, Mino Ferretti per l’immenso lavoro svolto, che continuerà in altre forme.

Al nuovo Presidente e al nuovo Direttivo i migliori auguri di buon lavoro.

A seguire uno stralcio del documento congressuale.

Il congresso rappresenta un momento fondamentale nella vita di un’associazione: il momento in cui dall’analisi di quanto è stato fatto si parte per capire in che direzione muoversi e con che forze.

Nel pensare a un bilancio delle attività svolte da AR in questi anni è necessario considerare una serie di aspetti che hanno di molto modificato le condizioni in cui l’associazione si è mossa rispetto al passato.

Innanzitutto la crisi degli ultimi anni ha inaridito una serie delle nostre fonti di reddito: le attività per scuole ed enti pubblici sono crollate di netto, così come le animazioni di servizio in generale.

Il fatto che Saltabanco, associazione nata al nostro interno per motivi organizzativi e composta dagli operatori più giovani e che più lavoravano sul campo abbia deciso di staccarsi da AR ci ha privato di gran parte delle risorse umane e della conseguente possibilità di gestire o ipotizzare attività più complesse.

Dobbiamo poi fare i conti con criticità che fanno da tempo parte del nostro operare, quali la difficoltà a comunicare continuativamente con i nostri iscritti e a promuovere le posizioni dell’associazione all’esterno, o lo stato della strada di accesso che rende poco attraente la ludoteca.

Di fronte a queste difficoltà AR ha reagito con energia, attivandosi per contattare soci nuovi e storici ai quali ha chiesto un impegno sul campo che non aveva chiesto da tempo e ricevendo una risposta straordinaria. Ho pensato che AR sia qualcosa che resta nel cuore nel vedere Laura e Max, o la Emy o Guido ai fornelli, o i nostri ragazzi che hanno fatto gli scambi gestire le vacanze con noi.

Ha reagito, nella convinzione che incontrare diversi modi di creare aggregazione e socializzazione, nel rispetto dei valori di partecipazione e solidarietà in cui crediamo, sia un grande arricchimento, ricercando sempre nuove occasioni per realizzare attività insieme ad altre associazioni enti o circoli AR.

Da alcuni anni stiamo portando avanti in collaborazione con Saltabanco il progetto “Bambini cittadini”  (Città giocosa) con la scuola primaria Statale Torricella che, come molti di voi sanno, ha come obiettivo la promozione della  partecipazione attiva dei bambini alla vita della città, con tutto ciò che questo comporta: conoscenza della realtà, confronto con gli altri, progettazione collettiva, condivisione delle idee, valutazione delle proposte più valide, assunzione di responsabilità, ascolto. E’ un progetto che risulta molto apprezzato  tanto dai bambini quanto da genitori e insegnanti: i bambini delle classi terze aspettano con ansia il loro turno di progettazione, i genitori in generale sono soddisfatti e si autotassano per finanziare il progetto e gli insegnanti partecipano attivamente non subendo il progetto ma condividendolo e collaborando per il risultato migliore.

La collaborazione instaurata quest’anno con Il Salterio per la gestione dello stand gastronomico nell’ambito della loro festa annuale ci ha dato l’occasione di avere una grande visibilità oltre a un buon risultato economico. Introducendo spazi di animazione abbiamo trasformato questo impegno gastronomico in un momento di festa dell’associazione. Vista la soddisfazione da ambo le parti l’anno prossimo riproporremo l’esperienza, attivandoci maggiormente per coinvolgere più soci già nelle fasi di organizzazione.

Di grande interesse per le prospettive che può avere in futuro è la collaborazione con l’associazione Keepgoing , associazione di educatori che fanno interventi formativi e informativi, e che con le loro competenze ed esperienze ci possono consentire di muoverci anche in settori da noi poco esplorati come quello della disabilità.

Grazie anche alla rete di contatti con AR nazionale e i circoli di Napoli e Castel Fiorentino siamo stati in grado quest’estate di gestire contemporaneamente due scambi internazionali e una vacanza.

E’ quello delle vacanze e degli scambi internazionali uno dei settori in cui AR riesce, grazie al contatto prolungato con i ragazzi, e all’esperienza di anni, a ottenere i risultati di maggior soddisfazione: attraverso le attività proposte e lo spirito di collaborazione che si crea tra bambini, ragazzi ed educatori ci è possibile proporre la storia e la cultura di altri paesi e rendere appetibili anche le pratiche più antipatiche, come fare le pulizie o lavare i piatti, ma che fanno parte dell’autonomia organizzativa che con i campi vogliamo trasmettere.

Da ricordare poi le collaborazioni con i Gnari de Mompià, il CTS o l’ANT

Nel panorama delle attività degli ultimi due anni il progetto Dasmy ya vast riveste un ruolo fondamentale sia per il livello della proposta sia per l’aspetto economico.

Di minor visibilità ma di grande importanza sia per il guadagno dal punto di vista economico  sia per le occasioni di incontro, informazione e confronto che genera, è la gestione da parte di Brescia della segreteria di AR Nazionale.

In proiezione futura riteniamo strategico investire al massimo nella comunicazione:

- prendendo costantemente posizione sugli avvenimenti locali e nazionali legati al mondo dell’infanzia

-utilizzando i social network per mantenere i contatti con i nostri iscritti e ampliare il numero di simpatizzanti,

-facendo rete con i gruppi e associazioni a noi affini che si occupano di bambini e ragazzi.

La vostra presenza, le vostre proposte, il vostro contributo sono vitali per il futuro dell’associazione, sono necessarie idee ed energie nuove. Per questo il Consiglio Direttivo che uscirà da questo Congresso non dovrà essere lo stesso che ha gestito l’associazione negli anni passati. Invitiamo ognuno di voi che avesse tempo, voglia e idee a partecipare e a mettersi in gioco dando la disponibilità ad entrare nei futuri organismi dirigenti.

Il 17 Novembre si è svolto il Congresso di Arciragazzi Brescia, che si conclude lunedì 26 con la riunione del Consiglio Direttivo per l’elezione di Giulio Alfieri a Presidente dell’associazione. Nota significativa è stata l’entrata nel gruppo dirigente dei giovani che, fatto il percorso come ragazzi a vacanze e scambi internazionali, passano ora a un ruolo organizzativo, portando idee e energie nuove. Doveroso ringraziare, al termine dell’esperienza come Presidente, Mino Ferretti per l’immenso lavoro svolto, che continuerà in altre forme.

Al nuovo Presidente e al nuovo Direttivo i migliori auguri di buon lavoro.

Clicca qui per leggere un il documento congressuale.

Bambini in Palestina

Speravamo di non vedere più certe immagini… I carri armati israeliani, gli attacchi aerei sulle case, i razzi di Hamas, anche loro sulle case, le bombe sugli autobus. I bambini uccisi.

Speravamo ma non ci credevamo molto: troppo frequentemente si passa dalla “normalità” di un’occupazione militare, di sopprusi , di un muro che ricorda troppo quello di Berllino, all’esplosione della violenza, e i morti si contano a decine.

Nell’assoluta diseguaglianza delle forze in campo colpisce, guardando queste immagini, l’assoluta uguaglianza del dolore. Non possiamo e non ci interessa capire se l’uomo che piange per il suo bambino è israeliano o palestinese, se è pacifista o meno, se è di destra o di sinistra. Quello che capiamo di sicuro è che nessuno al mondo può meritare un dolore simile.

Bisogna partire da questo. Troppi interessi, economici e non solo, manovrano ed istigano all’odio perché la guerra a loro conviene, troppi ci chiedono di schierarci portandoci a pensare che in qualche modo la loro parte ha ragione, che uccide per difendersi, di qua i buoni di la i cattivi.

Non riusciamo ad esultare per un omicidio ne ad unirci a chi esulta per una bomba su un autobus. Ci uniamo al dolore di chi perde un proprio caro, di chi ha paura di crescere, o di far crescere i propri figli in mezzo all’odio. Ci uniamo a chi, in Israele e in Palestina, non vede negli occhi di questa bambina un futuro nemico da combattere, ma una persona con la sua stessa voglia di un futuro di pace.

Gli F35 li compriamo noi!!! (Ma forse no...)

Eh si,

non potevamo più restare immobili a guardare mentre il nostro paese faceva l’ennesima figuraccia…

Cosa è successo?

Il governo precedente aveva deciso di comperare dei bombardieri nuovi per sostituire quelli che c’erano che cominciavano ad essere un po’vecchiotti. Bombardieri belli e moderni, gli F35 che fanno gli americani, mica roba cinese. Ne voleva circa 120 per una spesa, allora, di 90 milioni di euro ad apparecchio.

Poi è cambiato il governo che con l’idea fissa di risparmiare ha detto: “Ne prendiamo qualcuno di meno!”, così invece che 120 ne compra 90. Vabbè, ce la dovremmo fare anche con 90 di bombardieri, visto che tanto di diverso dal bombardare non possono fare.

Il problema è che, da quando li avevamo visti, gli aeroplani sono un po’ aumentati di prezzo, dai 90 milioni siamo passati a 105. E per il modello base, da barboni. Se vogliamo l’autoradio, i vetri elettrici e la vernice metallizzata costano anche di più.

Insomma, si va a spendere circa 13/14 miliardi di euro in tutto, un affare, e puoi anche pagarli un po’ alla volta…

Nonostante tutto la gente ha cominciato a lamentarsi: chi dice che con quei soldi ci rimettiamo a posto tutte le scuole che ci stanno cadendo sulla testa, e se ne avanza, qualche computerino, che si fa informatica con quelli dei Flintstones. Chi dice che con quei soldi si risolve il problema degli esodati, gente che con la nuova riforma delle pensioni rischia a 60 anni di trovarsi senza lavoro né pensione.

E ognuno a dire la sua: “Ci facciamo dei parchi”, “Abbassiamo le tasse”, “Aiutiamo i poveri”…

Arciragazzi non poteva non prendere posizione! Così abbiamo radunato le menti più brillanti ed abbiamo elaborato.  Ecco uno stralcio del documento:

“La cosa veramente importante è fare bella figura quando si va a bombardare qualcuno. Quando il pastore afgano guarda in alto per vedere chi gli sta tirando una bomba sulla testa deve vedere il nostro aeroplano nuovo fiammante e dire “Però gli italiani se se la passano bene…”.

Anche quelle altre cose comunque (scuole, pensioni, ecc…) non sono male.

Quindi ecco cosa facciamo: gli F35 li paghiamo noi!!!”

Avete capito bene: inizieremo una raccolta fondi tra tesserati e simpatizzanti, qualche soldino ce l’abbiamo in parte, e quando avremo raggiunto i 13 miliardi di euro li daremo allo stato per pagare i bombardieri.

Eccovi già li a storcere il naso, Arciragazzi vuole altri soldi… Pensate invece alla pubblicità che ce ne viene: un F35 con il sole di Arciragazzi, e con la scritta sotto “Nessun bambino è straniero”. Magari scritta in iracheno, così anche in quel paese i bambini hanno modo di comprendere il nostro messaggio di fratellanza.

E’un idea fenomenale, che non fa una grinza. Mettete mano al portafogli e scucite, che noi la brutta figura non la vogliamo fare.

Ultimo aggiornamento: abbiamo saputo adesso che gli ultramodernissimi F35 hanno un piccolo problema: non funzionano quando piove. E' un problema da poco, anche i pescatori non usano le canne in carbonio quando piove, ma ce ne hanno delle altre. Si adattano.

La ditta che li costruisce infatti ha prontamente suggerito di volare ad almeno 45 km dai temporali...

Gli altri paesi che li avevano ordinati, colpiti dalla genialità della soluzione, li hanno rimandati indietro. L'Italia, ovviamente, no. Mi sa che sia meglio pensarci su...

Invito al Congresso di Arciragazzi

Carissimi,

Il congresso rappresenta un momento fondamentale nella vita di un’associazione: il momento in cui dall’analisi di quanto è stato fatto si parte per capire in che direzione muoversi e con che forze.

Nel pensare a un bilancio delle attività svolte da AR in questi anni è necessario considerare una serie di aspetti che hanno di molto modificato le condizioni in cui l’associazione si è mossa rispetto al passato.

Innanzitutto la crisi degli ultimi anni ha inaridito una serie delle nostre fonti di reddito: le attività per scuole ed enti pubblici sono crollate di netto, così come le animazioni di servizio in generale.

Il fatto che Saltabanco, associazione nata al nostro interno per motivi organizzativi e composta dagli operatori più giovani e che più lavoravano sul campo abbia deciso di staccarsi da AR ci ha privato di gran parte delle risorse umane e della conseguente possibilità di gestire o ipotizzare attività più complesse.

Dobbiamo poi fare i conti con criticità che fanno da tempo parte del nostro operare, quali la difficoltà a comunicare continuativamente con i nostri iscritti e a promuovere le posizioni dell’associazione all’esterno, o lo stato della strada di accesso che rende poco attraente la ludoteca.

Di fronte a queste difficoltà AR ha reagito con energia, attivandosi per contattare soci nuovi e storici ai quali ha chiesto un impegno sul campo che non aveva chiesto da tempo e ricevendo una risposta straordinaria. Ho pensato che AR sia qualcosa che resta nel cuore nel vedere Laura e Max, o la Emy o Guido ai fornelli, o i nostri ragazzi che hanno fatto gli scambi gestire le vacanze con noi.

Ha reagito, nella convinzione che incontrare diversi modi di creare aggregazione e socializzazione, nel rispetto dei valori di partecipazione e solidarietà in cui crediamo, sia un grande arricchimento, ricercando sempre nuove occasioni per realizzare attività insieme ad altre associazioni enti o circoli AR.

Da alcuni anni stiamo portando avanti in collaborazione con Saltabanco il progetto “Bambini cittadini”  (Città giocosa) con la scuola primaria Statale Torricella che, come molti di voi sanno, ha come obiettivo la promozione della  partecipazione attiva dei bambini alla vita della città, con tutto ciò che questo comporta: conoscenza della realtà, confronto con gli altri, progettazione collettiva, condivisione delle idee, valutazione delle proposte più valide, assunzione di responsabilità, ascolto. E’ un progetto che risulta molto apprezzato  tanto dai bambini quanto da genitori e insegnanti: i bambini delle classi terze aspettano con ansia il loro turno di progettazione, i genitori in generale sono soddisfatti e si autotassano per finanziare il progetto e gli insegnanti partecipano attivamente non subendo il progetto ma condividendolo e collaborando per il risultato migliore.

La collaborazione instaurata quest’anno con Il Salterio per la gestione dello stand gastronomico nell’ambito della loro festa annuale ci ha dato l’occasione di avere una grande visibilità oltre a un buon risultato economico. Introducendo spazi di animazione abbiamo trasformato questo impegno gastronomico in un momento di festa dell’associazione. Vista la soddisfazione da ambo le parti l’anno prossimo riproporremo l’esperienza, attivandoci maggiormente per coinvolgere più soci già nelle fasi di organizzazione.

Di grande interesse per le prospettive che può avere in futuro è la collaborazione con l’associazione Keepgoing , associazione di educatori che fanno interventi formativi e informativi, e che con le loro competenze ed esperienze ci possono consentire di muoverci anche in settori da noi poco esplorati come quello della disabilità.

Grazie anche alla rete di contatti con AR nazionale e i circoli di Napoli e Castel Fiorentino siamo stati in grado quest’estate di gestire contemporaneamente due scambi internazionali e una vacanza.

E’ quello delle vacanze e degli scambi internazionali uno dei settori in cui AR riesce, grazie al contatto prolungato con i ragazzi, e all’esperienza di anni, a ottenere i risultati di maggior soddisfazione: attraverso le attività proposte e lo spirito di collaborazione che si crea tra bambini, ragazzi ed educatori ci è possibile proporre la storia e la cultura di altri paesi e rendere appetibili anche le pratiche più antipatiche, come fare le pulizie o lavare i piatti, ma che fanno parte dell’autonomia organizzativa che con i campi vogliamo trasmettere.

Da ricordare poi le collaborazioni con i Gnari de Mompià, il CTS o l’ANT

Nel panorama delle attività degli ultimi due anni il progetto Dasmy ya vast riveste un ruolo fondamentale sia per il livello della proposta sia per l’aspetto economico.

Di minor visibilità ma di grande importanza sia per il guadagno dal punto di vista economico  sia per le occasioni di incontro, informazione e confronto che genera, è la gestione da parte di Brescia della segreteria di AR Nazionale.

In proiezione futura riteniamo strategico investire al massimo nella comunicazione:

- prendendo costantemente posizione sugli avvenimenti locali e nazionali legati al mondo dell’infanzia

-utilizzando i social network per mantenere i contatti con i nostri iscritti e ampliare il numero di simpatizzanti,

-facendo rete con i gruppi e associazioni a noi affini che si occupano di bambini e ragazzi.

Per ampliare il dibattito su questi e altri argomenti  e per rinnovare gli organismi dirigenti è indetto il

Congresso Sociale

che si terrà presso la sede dell’associazione in via Luciano Manara 5/a

in prima convocazione  Sabato 17 Novembre dalle ore 6,00

in seconda convocazione Sabato 17 Novembre dalle ore 15,00.

Il programma è il seguente:

-          Insediamento Presidenza

-          Relazione Presidente

-          Interventi

-          Coffee brek

-          Conclusioni dibattito

-          Elezioni organi dirigenti

-

La vostra presenza, le vostre proposte, il vostro contributo sono vitali per il futuro dell’associazione, sono necessarie idee ed energie nuove. Per questo il Consiglio Direttivo che uscirà da questo Congresso non dovrà essere lo stesso che ha gestito l’associazione negli anni passati. Invitiamo ognuno di voi che avesse tempo, voglia e idee a partecipare e a mettersi in gioco dando la disponibilità ad entrare nei futuri organismi dirigenti.

In attesa di vedervi Sabato 17 il saluto più caro da Arciragazzi.

Barbarie a Cittadella. Domande

Sulla vicenda del bambino prelevato dalla polizia davanti alla scuola a Cittadella, che ha fatto il giro di tutte le televisioni, pubblichiamo le riflessioni di Lorenzo Bocchese, vicepresidente nazionale di Arciragazzi.

È il momento dell'indignazione.
Dopo quello che si è visto in TV e in rete, tutti sulla stampa a stracciarsi le vesti per quanto è accaduto al bambino portato via dalla polizia a forza dalla scuola di Cittadella.
La politica a dichiararsi turbata per i modi. A chiedersi come sia stato possibile, che i bambini vanno ascoltati e trattati con rispetto. Ad augurarsi che non ci siano strumentalizzazioni.
La polizia che si scusa con i familiari, dichiara profondo rammarico e dispone un'indagine interna, ma che ci si è mossi per far rispettare la legge.
Il papà e la mamma a balbettare, ognuno per sé, proteste e giustificazioni, preoccupazioni e sollievo per il fatto che si sia arrivati a questi limiti.
Rumori di fondo.
Perfino dagli addetti ai lavori, a protestare tutti insieme che "non doveva avvenire".
Eppure è avvenuto.
E - sia detto in termini assolutamente laici - "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
C'è qualcuno dei sopra citati che può dire di non avere, in quota, una parte di responsabilità?
E, anche a questa domanda, viene da immaginare tutti i distinguo possibili immaginabili...
Tutti ad avere delle ragioni. Scordando che stiamo parlando di un bambino. Una persona. Minorenne, non "minore" per importanza.
Ma che Paese è questo, in cui ci si indigna un tanto al chilo solo quando un limite viene travalicato e, soprattutto, esposto? Per quali e quante situazioni non si apre bocca, sfiniti dalla quotidianità, dalle preoccupazioni personali e familiari, da un andazzo politico, economico e sociale che sembra semplicemente incomprensibile e ingestibile, caratterizzato dalla difficoltà di ascoltarsi e, soprattutto, "sentire" la reciproca presenza come utile?
Della storia di Cittadella restano domande su cui va fatto un ragionamento meno estemporaneo e destinato ad una riflessione che possa generare comportamenti che non portino a simili eccessi. Altrimenti le scuse servono a poco.

Ad esempio.

Ai politici.
Perché dell'Infanzia si parla solo in queste situazioni? E, per citare una situazione per tutte, la scuola? Il patto sociale che lega il cittadino e chi lo amministra riguarda l'Infanzia e la crescita dei cittadini sia di oggi che di domani, sì o no?
Perché i chiarimenti sulle cose non vengono chiesti anche ai minorenni, come la legge (la legge!) italiana prescrive a tutti i livelli?
Che serve perché ci si riesca a staccare dalla logica dell'emergenza e del breve periodo, assumendo viceversa una qualche visione del domani che consenta una crescita del senso (laico) di comunità e della considerazione di tutti i soggetti che ne fanno parte, compreso chi ancora non vota?

Alla polizia.
Perché un bambino viene trattato e trascinato come un manifestante adulto, come in tante altre situazioni si è visto? C'è altro che si poteva fare nell'individuare contesto, tempi e modi in cui esercitare una prescrizione di legge?
Perché c'è la sensazione - a chiamarla sono le parole dell'ispettrice a conclusione del video e, a posteriori, della dirigente d'Istituto -, che la polizia sia lontana da ogni considerazione di opportunità sul proprio modo di agire?
E adesso che è stata avviata un'"indagine interna", che bisogna fare per non cadere nella solita ricerca e magari punizione del colpevole e viceversa ingenerare un processo virtuoso di evoluzione per l'intero sistema della forza pubblica, che faccia vedere la polizia come sostegno del cittadino piuttosto che braccio armato o comunque minaccioso della legge?

Ai genitori e agli specialisti ed operatori dell'Infanzia.
Che dobbiamo fare per imparare meglio tutti a tutelarci e tutelare chi è più piccolo? Per imparare a lavorare "per" qualcuno anziché "contro" qualcun altro? Per dare una mano a chi si vuole prender cura della comunità e trova difficoltà a farlo, per mille ragioni, piccole e grandi?
Se i princìpi possono fare da guida, spesso la vita e i ragazzi sanno offrire sfide difficili.
Come si può ricordare che un bambino è una persona che mette continuamente in gioco proprio il nostro modo di essere adulti? Perché è così difficile chiedere aiuto se non ce la si fa?

Ma, al di là di tutto e volendo fare i pragmatici, se è troppo difficile ragionare di riconoscimento e di Diritti dell'Infanzia (la Convenzione ONU è legge della Repubblica dal 1991, e vale anche per la polizia...), che passi in TV e in rete un video come quello di Cittadella non conviene a nessuno.
Né al bimbo, né ai genitori, né alla scuola, né alla polizia, né alla politica.
Semplicemente, non dovrebbero verificarsi situazioni del genere da filmare e diffondere.
E nessuno di noi lo vuole mai più vedere un video in cui, nell'Italia di oggi, un bambino viene trattato come un malfattore e trascinato contro la sua volontà.

È tempo di ascoltarsi di più. E di darsi una mano. Perché nessuno dei soggetti coinvolti in questa brutta storia ce la farà senza l'aiuto degli altri a costruire un contesto più rispettoso ed accogliente.
E se sembra un generico auspicio a fare tutti la propria parte, che ci si provi, prima di giudicare gli altri sulla pelle di un bambino.

 

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Wilfork played 13 NFL seasons, including the last two in Houston. He said earlier this summer he was contemplating retirement after the Texans declined to offer him a new contract.

Wilfork was drafted by New England in 2004 and anchored the Pats’ defense line for 11 seasons. He was named to five Pro Bowls and helped the Patriots win two Super Bowls.